martedì 8 dicembre 2009

NO B DAY, IL TRASH IN VIOLA

Recentemente, di preciso il 5 dicembre di quest’anno, l’Italia ed il mondo intero hanno potuto assistere ad uno degli eventi più inquietanti e per molti versi ridicoli dell’ultimo periodo: si tratta, naturalmente, del  “No Berlusconi Day”.
Chiarisco, non sono solito criticare aprioristicamente le manifestazioni di dissenso nei confronti del governo, indipendentemente dal colore politico di quest’ultimo.  Ma il teatrino che si è consumato nei giorni scorsi a Roma e in diverse altre città in ogni parte del mondo (ahimè, povera Italia sputtanata) è nei fatti qualcosa di ben diverso.
In primo luogo, e per inciso, questa non è certo stata una dimostrazione politica, in quanto non incentrata nella critica di questo o quel provvedimento del governo. Piuttosto, uno sterile piagnucolio che avrebbe voluto portare alle dimissioni del governo in carica. Sulla base di cosa? Questo sfortunatamente non si sa. Se lo si fosse chiesto ai manifestanti, di certo le risposte sarebbero state le più varie e fantasiose. Proprio questo è il comune denominatore delle più recenti pagliacciate dei simpatizzanti dell’asinistra. Sono contrari a Berlusconi a prescindere, non gli importa di rappresentare solo una minoranza in un paese dove la maggioranza dei votanti si è espressa a favore dell'attuale premier. Ciò che bramano è la sovversione, percepita quasi come un diritto. Abbiamo tutti potuto osservare questo fenomeno anche con le rivolte nelle banlieus parigine di qualche anno fa, ma la tendenza si è palesata, al di qua delle alpi, con la cosiddetta “Onda” studentesca contraria alla riforma Gelmini . Nel concreto, erano davvero pochi a conoscere seriamente la suddetta riforma, ma nonostante ciò un numero impressionante di studenti si era mobilitato in occupazioni e proteste. In fondo, se i genitori avevano avuto il loro ‘68, perchè non potevano averne uno anche gli studenti odierni? Poco conta, ai loro occhi, la mancanza di un motivo. Allo stesso modo, l’idiozia del No B Day tocca il suo apice nella riproposizione costante di immagini e discorsi riconducibili al film (peraltro orrendo) “V per Vendetta”, che tratta dell’abbattimento, da parte del popolo sovrano, di un crudele regime. Beh, ai pasdaran viola, ma anche agli organizzatori, in assenza di un despota, basta Berlusconi. Qualcuno lo dovevano pure trovare, loro, sempre pronti ad evocare la resistenza senza che ve ne sia necessità, a difendere la costituzione unilateralmente.
Ma come ha potuto questa deprimente dimostrazione di immaturità politica sfociare in una manifestazione del genere? Chi è che l’ha pubblicizzata esasperatamente? Chi l’ha gonfiata anche negli esiti effettivi (il corriere parlava, attenti tutti, di UN MILIONE DI PARTECIPANTI!)? La risposta potrebbe arrivare da oltreoceano.
I sospetti nascono quando della manifestazione esiste solo un abbozzo, allorchè qualcuno dei “misteriosi” organizzatori dell’allegra buffonata decide di caratterizzarla attraverso un uso marcato e ossessivo del colore viola. Tutto normale, a giudizio dei più.. non fosse che delle c.d. “rivoluzioni colorate” è stata nel frattempo portata a termine una minuziosa esegesi, certo non disinteressata, ma sicuramente non da cestinare.  I più maliziosi vedono chiaro, a differenza di altri, nella nebbia impenetrata che avvolge l’organizzazione dell’evento. Imbastire rivoluzioni (apparentemente) pacifiche è prassi della potenza egemone contemporanea, ebbene sì,  gli USA. A riguardo, inserisco il link di un articolo molto serio ed interessante, firmato Thierry Meyssan. Non proprio uno scemo, nè un reazionario accanito:
http://www.cpeurasia.org/?read=27615
Le colpe di Berlusconi? Non essersi allineato alla strategia geopolitica americana, magari per i suoi rapporti con il dittatore libico Gheddafi, magari l’essersi accordato con Putin per le forniture dirette di gas che tagliano fuori gli speculatori a stelle e strisce.
A conti fatti, motivi molto più sensati di quelli dei nostri rivoluzionari del sabato pomeriggio in tinta viola, che probabilmente fanno il gioco di chi sta sopra di loro.
Per chi fosse interessato nei dettagli, ecco chi potrebbe essere uno degli artefici di questi attacchi lobbistici alla nostra ormai virtuale sovranità.
http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/07/soros-guida-gli-attacchi-internazionali-contro-berlusconi.htm

2 commenti:

  1. Sì, conoscevo il tuo blog, caro Andrea. La cosa che fa più tristezza di questa gente è che crede di interpretare il malcontento del popolo dei lavoratori e invece è al servizio delle finanziarie e delle multinazionali. Ma se glielo dici, ti danno pure del matto. Ciao.

    RispondiElimina
  2. la mobilitazione immotivata di grandi masse è tipica dei grandi totalitarismi, non fosse che questa volta non si protesta a favore di un capo carismatico, ma contro un capo carismatico che evidentemente è diventato abbastanza potente da permettersi una certa autonomia rispetto alle lobbies. In pratica si cerca di formare un governo fantoccio, in cui nessuno abbia il potere di essere obiettivo e indipendente.

    RispondiElimina