Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E' tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri | ||
| Crocifisso: «Quella croce rappresenta tutti», di Natalia Ginzburg, L'Unità, 22 marzo 1988 | ||
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L'Italia che FU e che DEVE continuare a essere.
RispondiEliminaPerchè senza un passato non può esserci un futuro. Non sapevo che questo era il tuo blog, ciao Andrea
la sinistra storica ha svolto un ruolo importante nell'affermazione di diritti sociali e politici, ma il suo ruolo si esaurisce non trovando risposte adeguate, o quantomeno condivise, sui c.d. diritti di terza generazione come ad esempio riservatezza, bioetica e difesa di identità territoriali.
RispondiEliminaquel che resta è mangime per le lobbies.