lunedì 9 novembre 2009

L'ITALIA CHE FU

Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre.

Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla.

E' tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri



Crocifisso: «Quella croce rappresenta tutti», di Natalia Ginzburg, L'Unità, 22 marzo 1988




2 commenti:

  1. L'Italia che FU e che DEVE continuare a essere.
    Perchè senza un passato non può esserci un futuro. Non sapevo che questo era il tuo blog, ciao Andrea

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  2. la sinistra storica ha svolto un ruolo importante nell'affermazione di diritti sociali e politici, ma il suo ruolo si esaurisce non trovando risposte adeguate, o quantomeno condivise, sui c.d. diritti di terza generazione come ad esempio riservatezza, bioetica e difesa di identità territoriali.
    quel che resta è mangime per le lobbies.

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