Di modifiche tacite della Costituzione si può parlare anche con riferimento alla rafica di trattati internazionali che incidono sulle competenze costituzionalmente stabilite (...) In particolare l'istituzione dell'ordinamento comunitario, in quanto modifica le norme costituzionali in tema di esercizio della funzione legislativa e di monopolio statale della giurisdizione, e forse anche la forma di Stato dei paesi membri.
prof. Giuseppe Morbidelli, "Diritto pubblico comparato" III ed.
In questo periodo di forti tensioni riguardanti procedura e merito di un'eventuale revisione della Costituzione, mi è parso strano il fatto che un atto giuridico rilevante come il Trattato di Lisbona sia passato "clamorosamente" sotto silenzio.
Migliaia di attivisti italiani si adoperano al fine di difendere la nostra Carta cercando di salvaguardandone i valori nonostante questo piccolo dettaglio: la Costituzione è stata svuotata del suo originario valore.
Tutto ciò è stato possibile, fin dai primi trattati comunitari, attraverso una forzatura dell'art. 11 Cost, il quale consente limitazioni alla sovranità nel caso queste derivino dalla ratifica di un trattato. Per circa 40 anni il procedimento di europeizzazione si è svolto in modo blando, solo qualche anno fa sembrava ancora ben lontano dauna prospettiva di fatto federale. Questo anche a causa del dissenso spesso espresso dal corpo elettorale dei vari Stati membri , come nel caso della bocciatura della "Costituzione Europea" ai referendum tenutisi in paesi evidentemente più democratici del nostro come Francia e Olanda (in Italia vi fu l'approvazione per via parlamentare senza consultazione popolare) o più recentemente nel caso dell'Irlanda riguardo al voto sul Trattato di Lisbona.
La genesi di questo nuovo ordinamento così incisivo presenta analogie con la formazione dello stato canadese nel 1867 e presenta pertanto tratti anche evidenti di "federalismo concertativo", caratterizzato dall'iniziativa e dell'azione delle élites politiche degli Stati membri, con la mancata consultazione diretta delle popolazioni interessate. I risultati di queste teorie sono stati deludenti, tanto che anche in Canada la concertazione federale è stata ormai superata.
I risultati in prospettiva europea sono a mio avviso preoccupanti, in quanto le élites politiche che agiscono sotto silenzio sono oggetto di attenzioni, in un contesto di globalizzazione come il nostro, da parte di lobbies finanziarie multinazionali che risultano particolarmente influenti sui governi nazionali, già indeboliti dalla montante crisi dello Stato democratico e del Parlamentarismo contemporaneo.
Che queste organizzazioni forse operino già, inducendo la noncuranza dei principali mezzi d'informazione rispetto a temi così importanti?
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